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CONTRADE

MANIFESTAZIONE

 

                                             COME ARRIVARE    

Dall'autostrada A1, provenendo da Milano, uscita al casello di Fidenza, si seguono le indicazioni per Soragna. Qui giunti si svolta a destra, si passa il paese ed attraversato il ponte sullo Stirone si svolta a sinistra in direzione di San secondo parmense.  Sempre dall'A1 provenendo da Bologna, uscita a Parma si prende la tangenziale in direzione Piacenza/Milano e si seguono le indicazioni per Cremona. Per chi proviene da Cremona, attraversare il Po al Ponte Verdi e seguire indicazioni per Parma. San Secondo dista 18 Km. da Parma e 16 km da Fidenza.

 

SAN SECONDO PARMENSE

Il   territorio della bassa parmense è sempre stato abitato fin da epoche antichissime, Vestigia di una necropoli dell’età del bronzo sono state trovate in località Copezzato  nel XIX sec. dal paleontologo Luigi Pigorini oltre alle terramare di Fontanellato e Castione Marchesi. Con la civiltà del bronzo (3000 AC.)  le terramare sorsero come prima forma di insediamento fortificato, non solo per proteggersi da nemici umani, ma anche da animali e dalle frequenti inondazioni. Il territorio era prevalentemente paludoso, i corsi d’acqua liberi da arginature coprivano durante le piene vasti territori. Questi uomini, trovata una  sopraelevazione del terreno, vi scavavano attorno un fosso gettando la terra verso l’interno rinforzando il terrapieno con fitte palificazioni. Creavano un  tavolato su cui  costruivano le loro dimore, i rifiuti  gettati attraverso aperture sul terreno sottostante, col tempo andranno a costituire  le terre marne. ( terreno grasso e scuro ricco di materiale organico) . Altre popolazioni si susseguirono in queste lande acquitrinose, ma solo l’arrivo dei romani lasciò un’impronta organizzativa con  le centuriazioni. Non sorsero grossi centri abitati, la zona  impaludata gran parte dell’anno non agevolava gli insediamenti umani. L’organizzazione territoriale fu attuata nel periodo alto-medioevale con Bizantini, Franchi e Longobardi. Solo nell’894 in un diploma di re Arnolfo sui possedimenti del Capitolo della cattedrale di Parma compare il toponimo San Secondo. Il Capitolo della cattedrale di Parma esercita il suo potere fino al 1365, quando il Vescovo Ugolino Rossi cede le terre al nipote Giacomo, capostipite della grande casata rossiana che eserciterà la sua signoria sino al 1825

Gli incastellamenti nella terra sansecondina  sono stati vari, già col Capitolo della Cattedrale di Parma si parla di un  Castellazzo  in podere Schiavi vicino al corso del Taro (attualmente il Taro morto), ancora oggi nelle topografie si individua il toponimo Castellazzo a sud dell’attuale centro abitato, tra le  strade che portano a Ronchetti e Grugno. La strada romana che conduceva da Parma al Po  sicuramente ha fatto da catalizzatore per questi insediamenti, si parla di un castellaro in località Zoccolanti, ove sorgeva il vecchio San Secondo con la cappella di S.Maria delle Grazie che dipendeva dalla Pieve di San Genesio. Nel XIV sec. esisteva un castello ( forse una casa torre) nella posizione in cui oggi sorge la Rocca, Recenti scavi nelle cantine del maniero, hanno messo in  luce le fondamenta d’una torre trecentesca.  Pietro Rossi, conte di San Secondo,  redige atti in una  stanza  del castello all’inizio del 1400 e possiede un palazzo vicino alla via grande in prossimità della piazza del mercato, in vicinanza di un  pozzo. Alla metà del XV sec. Pier Maria Rossi ristruttura completamente il castello, una prima cinta muraria merlata, con ponti levatoi  racchiudeva  la roccaforte ed una seconda cinta proteggeva il paese, come si riscontra dall’affresco della camera d’oro del castello di Torrechiara.  La Rocca subisce interventi notevoli nel XVI sec. che la trasforma in palazzo rinascimentale.Sono trasformati alcuni saloni nel XVII secolo e ricavato un teatro di corte. Nel XIX secolo iniziano le demolizioni dell’impianto castellano, oggi rimangono quasi tutte le stanze della residenza signorile con circa 3000 mq. di affreschi rinascimentali. Il paese cresce ad est della rocca, scavalcando la via romana che lo taglia in due. Quando le mura circondavano l’abitato si aprivano: a nord la Porta  dei Cappuccini, che portava verso il Po affiancando il convento di questi frati, a sud   Porta Parma che conduceva al passaggio su Taro in località Grugno. Il centro del paese è la piazza in cui sorge la chiesa collegiata dell’Annunciata, in origine oratorio di Pier Maria Rossi in forme gotiche ad una sola navata. Nel XVIII secolo sorge sulla via principale a sud della piazza, l’oratorio di S.Luigi Gonzaga, appartenente alla Confraternita per il riscatto degli schiavi e della SS.Trinità. A due km dal paese ad occidente, isolata tra i campi sorge la Pieve di S.Genesio, chiesa del villaggio che venne abbandonato nel XV sec. dagli abitanti che preferirono stabilirsi vicino alla Rocca  de Rossi.

Poco distante dal castello sorge l’ Oratorio del Serraglio,  così chiamato perchè posto al confine col muro che circondava un vasto  parco della rocca (il serraglio). Su questo muro esisteva un'edicola dedicata alla Madonna, meta di numerosi devoti e dispensatrice di miracoli. La gente, raccolse offerte e fece costruire una cappella rettangolare, con altare, che potesse contenere l'effige della Madonna. L'affresco venne strappato ed incorniciato per essere posto alla devozione nel nuovo oratorio.Nel XVII sec il Marhese Scipione Rossi ampliò l'edificio e chiamò due valntissimi artisti , Sebastiano Ricci e Ferdinando Galli derro Bibiena ,a decorare la chiesa..

 

                                    Pieve  S.Genesio                                                                       Chiesa dell'Annunciata                                                            Oratorio del serraglio